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Addestramento del cane |
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Così come una persona può essere in possesso della sola licenza della scuola dell'obbligo o anche essere totalmente illetterata e, al contempo, ben educata...così anche un cane può risultare assolutamente ben educato senza aver ricevuto un elevato grado di addestramento. Senza porre in essere comportamenti scorretti od oppressivi, o comunque tali da costituire per il cane causa di traumi, saranno sufficienti pochi e semplici accorgimenti per avere un cane utile ed educato.
Nell'indole di tutti i cani - in quanto animali da branco - la tendenza ed il desiderio di apprendere e comprendere il comportamento degli altri componenti del proprio gruppo è assai spiccata, perchè è funzionale alla instaurazione ed al mantenimento di un corretto rapporto di convivenza. Questa stessa caratteristica è anche il mezzo che consente l'avvicinamento del cane all'uomo....che l'animale dovrà imparare a comprendere per vivergli accanto. Questa innata disponibilità sta alla base del processo di socializzazione e costituisce il presupposto irrinunciabile del lavoro di educazione ed anche del futuro addestramento che vorremo impartire al cane. Di tale disponibilità si deve fare buon uso, tenendo conto che in fase di apprendimento non vale la regola del silenzio-assenso ed il cane va per tentativi, abbisognando della conferma per distinguere e ripetere il comportamento desiderato.
Si verifica, invece, di frequente che venga dedicata poca attenzione ai comportamenti positivi o comunque questi sono sottolineati da confronti e rinforzi assai più blandi di quanto non lo siano i rimproveri a fronte di comportamenti indesiderati, perchè la maggior attenzione dell'educatore è rivolta a questi ultimi. In altre
parole, si trascura di intervenire complimentando il cane e rafforzandolo nel suo atteggiamento, quando questo è gradito e desiderato; inoltre, dopo aver stigmatizzato un comportamento indesiderato, quasi mai si provvedere ad insegnare con metodi idonei il comportamento sostitutivo. Seguire una tale impostazione implica il grave ed imperdonabile errore, secondo cui, il cane è in grado di distinguere "a priori" quali siano i comportamenti graditi e quelli sgraditi all'uomo: in questo modo si pretende di applicare al cane il metodo di apprendimento ed un livello di elaborazione proprio dell'uomo.
L'impostazione dell'addestramento in funzione di un corretto comportamento del cane, vale per tutte le razze siano queste da compagnia, da difesa o da caccia. Dobbiamo essere consapevoli che anche abbandonare un cane a se stesso,
magari libero di crescere in un ampio giardino, credendo con ciò di renderlo felice, costituisce un modo - quantunque indiretto - di proporgli un modello di vita e di comportamento che sul cane ha lo stesso effetto dell'addestramento, in quanto, in questo caso, impara che è lui che può scegliere come comportarsi e che deve farlo senza l'aiuto di nessuno, con la ovvia conseguenza
che il cane adotterà solo quei comportamenti che gli vengono suggeriti dal suo istinto. Questo auto-addestramento non sempre porta ad ottenere quello che ci si attende dal cane...ma in questo
caso, non avendo avuto alcun aiuto, il cane non ne avrà nessuna colpa.
Allora si decide di inviarlo presso una scuola, per fargli comprendere cosa
deve fare e come si deve comportare. Questa scelta, tuttavia, non aiuterà il
cane a crescere educato e capace di svolgere al meglio le proprie funzioni,
come ad esempio la guardia alla proprietà. Il cane darà il meglio
di sé, nel lavoro al quale sarà adibito, solo se questo costituirà la
risposta naturale e conseguente a tutto il processo di educazione, formazione
ed addestramento.
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Il Gioco |
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Oltre ad essere una esercitazione che favorisce lo sviluppo ed il mantenimento della destrezza fisica, il gioco è il mezzo attraverso il quale l'animale acquista padronanza, e coscienza di sé e dell'ambiente che lo circonda. Il gioco, così, interferisce nella formazione del carattere e costituisce un veicolo di apprendimento rapido e gratificante, tanto nel cucciolo che nell'adulto. Per questo motivo, come vedremo, il gioco è uno strumento essenziale per il corretto e proficuo apprendimento di tutti gli esercizi.
L'atto del giocare può derivare da una iniziativa spontanea dell'animale, ma può anche essere indotto dal comportamento del conduttore; in quest'ultimo caso quando lo
stimolo cessa anche l'azione dell'animale ha termine. Quando invece il gioco corrisponde ad una iniziativa e ad una scelta del cane l'intervento e lo stimolo del conduttore determinano un rinforzo alla sua azione. Reprimere il gioco spontaneo del cane, significa ostacolare le sue potenzialità indebolendone il carattere. Se un soggetto ha, geneticamente, un carattere debole reprimere
il gioco significa addirittura precludegli lo sviluppo delle doti minime indispensabili per ottenere una risposta accettabile nell'addestramento; dal fatto che il cane manifesti o meno istintiva attitudine al gioco devono, perciò, essere tratte indicazioni utili per il carattere.
Di questi due opposti comportamenti, il primo infatti deve essere considerato ideale, mentre il secondo é indice di un carattere debole e di scarsa
personalità. Tale valutazione non cambia ove il cane assuma meccanicamente atteggiamenti
giocosi: nel caso, cioè, di soggetti che sollecitati dal conduttore si mettono
a "giocherellare" per compiacerlo, manifestando disinvoltura solo
se si trovano in luoghi a loro familiari ed esprimendo sempre un interesse
relativo. Non si deve dimenticare che ai fini dell'apprendimento un comportamento meccanico,
anche se ripetuto spesso, serve a ben poco ed é posto in essere quando
al soggetto manca volontà di esprimersi, interesse ed attenzione per ciò che
sta facendo. Solo attuando un comportamento spontaneo il cane dimostrerà fermezza nelle
sue azioni e i suoi tempi di reazione saranno rapidi ; inoltre dimostrerà sicurezza
e destrezza nei movimenti, una possessività accentuata e la massima attenzione
in ciò che sta facendo. Per il conduttore é dunque questa la situazione ideale per ottenere dal suo allievo un buon apprendimento. Nell'impiego del cane a fini agonistici molti conduttori preferiscono che il soggetto non si dimostri impetuoso nell'esprimersi e accettano il gioco solo
se sono loro a sollecitarlo. Questa é una impostazione che si verifica
di frequente, ma é errata, perché implica un lavoro di contenimento
e di repressione nell'animale che potrebbe successivamente manifestarsi in
indesiderabili atteggiamenti di sottomissione durante l'esecuzione degli esercizi.
Il cucciolo è un animale che diventa adulto rapidamente motivo per cui,
per poterlo comprendere, le attenzioni dell'uomo in questo periodo della sua
vita devono essere almeno pari a quelle che l'animale rivolge a lui.
Ci si chiederà il motivo per cui mi sono soffermato su questi particolari;
il fatto à che se determinati fattori non sono recepiti dal conduttore,
o non gli sono sufficientemente chiari, non è possibile dare una impostazione
corretta agli esercizi di obbedienza.
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